USR 3133 - CNRS/EFR Unité de Service et de Recherche

Artigiani al lavoro -

G. Chapelin, CC-BY-NC-ND

Artigianato della pietra nell’area vesuviana

Questa ricerca è relativa alle tecniche di lavoro dei lapicidi nell’antichità e in particolare concerne la fabbricazione e la messa in opera di supporti verticali in tufo grigio.


Dernière mise à jour : 20 septembre 2018

 Il programma

Creusement des cannelures
  • Creusement des cannelures
  • G. Chapelin, CJB-CNRS/EFR 
Progetto scientifico

Questo studio nasce all’interno di un quadro pluri-istituzionale che prevede l’Inrap da una parte e il Centre Jean Bérard (USR 3133 CNRS-EFR) dall’altra. La ricerca si inserisce nel programma « artigianato » del Centre Jean Bérard. Tra il 2012 e il 2016 sei campagne di studio hanno avuto luogo, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e il Parco Archeologico di Ercolano. Il progetto scientifico concerne l’artigianato della pietra. Questo studio mira a perfezionare la nostra conoscenza delle tecniche di lavorazione dei lapicidi nell’antichità e tratta soprattutto della frabbicazione e messa in opera di elementi portanti di piccolo modulo, realizzati in ignimbrite campana, un tufo vulcanico comunemente conosciuto come « tufo di Nocera ».
 

vue hypothétique de maisons avec étages ouverts sur une rue au Ier s. ap. J. C. dans l’aire vésuvienne
  • vue hypothétique de maisons avec étages ouverts sur une rue au Ier s. ap. J. C. dans l’aire vésuvienne
  • G. Chapelin, CJB-CNRS/EFR 

 
Queste colonne e pilastri a semicolonna incassata si ritrovano in numerose case di Pompei ed Ercolano, in corrispondenza dei primi piani, dove permettevano di creare aperture verso l’esterno di dimensioni maggiori. Attualmente molti blocchi che componevano questi supporti verticali sono a terra o all’interno di depositi e questo permette di poter osservare con maggior facilità le tracce lasciate dagli strumenti che li hanno tagliati. Un loro studio su larga scala permette di scomporre la loro fabbricazione nelle differenti fasi di lavorazione, di meglio comprenderla e di seguirne i procedimenti fino all’organizzazione del cantiere per la loro messa in opera.
Il progetto da luogo inoltre a delle esperienze di tornitura per cercare di ritrovare i gesti degli artigiani dell’antichità e di ricostruire le macchine che usavano.
 

Expérience de reconstitution d’un tour à pierre
  • Expérience de reconstitution d’un tour à pierre
  • G. Chapelin, CJB-CNRS/EFR 
Direzione scientifica

Guilhem Chapelin, Architetto, Ingeniere di ricerca CNRS, Centre Jean Bérard (USR 3133 CNRS-EFR)
Ghislain Vincent, Archeologo, Responsabile di operazione Inrap, UMR 5140 Archéologie des Sociétés méditerranéennes
Con la collaborazione di Marina Covolan, Università degli Studi di Salerno, Centre Jean Bérard (USR 3133 CNRS-EFR).

Partenariati istituzionale e co-finanziatori

Centre Jean Bérard, Inrap, Parco Archeologico di Pompei, Parco Archeologico di Ercolano, Ministère des Affaires étrangères, Paris (Mission archéologique « Italie du sud »)

Periodo di attività

Campagne di studio 2013-2017

 Produzione scientifica

Chapiteau ionique à quatre faces
  • Chapiteau ionique à quatre faces
  • G. Chapelin, CJB-CNRS/EFR 

articoli nella Chronique des activités archéologiques de l’École française de Rome.
Campagna di studio 2013
Campagna di studio 2014
Campagna di studio 2015
Campagna di studio 2016
 
 
Covolan (M.), « Memoriae di pietra : per lo studio delle colonne del primo piano della Casa del Centenario », in Coralini (A.) (a cura di), Pompei - Insula IX 8. Vecchi e nuovi scavi (1879-), Bologna, 2017, p. 141-148.