Sandra ZANELLA

LA CACCIA FU BUONA

Pour une histoire des fouilles à Pompéi de Titus à l’Europe


Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2019

Dati bibliografici

  • Autor(i) : Sandra ZANELLA
  • Titolo completo del libro : LA CACCIA FU BUONA
  • Collezione : Mémoires et documents sur Rome et l’Italie méridionale
  • N° Collezione : n°n.s. 10
  • Edizione : Centre Jean Bérard
  • Anno di pubblicazione : 2019
  • Numero ISBN : 978-2-918887-81-2
  • Numero di pagine : 366
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  • Disponibilità a CJB : disponibile
  • Prezzo : 42,00 €

Questa pubblicazione non è ancora disponibile in edizione elettronica

Il volume ripercorre la storia della messa a punto della documentazione archeologica di Pompei, dalla utilizzazione del sito secondo i dettami del monopolio del potere regale, fino all’acquisizione da parte del nuovo Stato italiano di un sistema di gestione, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico.
Lo studio degli sterri di una parte di Pompei, l’insula VIII 2, diviene così il punto di partenza per raccontare una delle possibili storie della (ri)scoperta della città. L’approccio topografico permette di seguire quest’impresa sin dai primi mesi che seguirono l’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C., agli anni 2000 con la ripresa delle indagini in questo settore della città. Due piste di ricerca si sviluppano parallele. Da un lato si tratta di ritornare su un’ipotesi che ha conosciuto, nel corso della storiografia pompeiana, una fortuna alterna: la rinascita di Pompei dopo l’eruzione. Dall’altro, si vuole rivisitare con spirito critico la documentazione disponibile, sparsa in istituti di ricerca in Italia e all’estero, per ritracciare la storia moderna della scoperta del sito. Questo lavoro permette di comprendere la formazione di un paesaggio urbano che, dalla sua creazione nell’antichità, ha vissuto diverse vite fino all’età contemporanea. Le rovine rappresentano il filo conduttore attraverso il quale provare a riscrivere la storia dell’archeologia a Pompei.
Ricomporre i tasselli della scoperta di una parte della città invita, inoltre, a interrogarsi sulle scelte effettuate, sui documenti prodotti e, in maniera più generale, sulla storia dell’archeologia di un sito del Mediterraneo occidentale che, per differenti aspetti, è centrale per la disciplina archeologica.

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